Drawing Right e indice di performance: la nuova sfida aziendale

Daniel SiegelDaniel Siegel, psichiatra americano, uno tra i più importanti studiosi della mente umana, ci dice che affrontando esperienze in cui avvenga l’integrazione dei due emisferi cerebrali si modifica la struttura fisica del cervello creando nuove connessioni cerebrali oltre ad una riorganizzazione delle connessioni esistenti.

Questo processo migliora le capacità decisionali, favorisce la scoperta di sé e migliora la conoscenza e la relazione con gli altri, favorendo un significativo aumento della performance lavorativa e una più efficace gestione dello  stress.

Martin Seligman, psicologo e saggista americano esperto di neuroscienze, parlando di “psicologia positiva” evidenzia la possibilità di costruire la felicità attraverso l’esercizio dell’ottimismo (inteso come capacità di trovare soluzioni alternative) grazie anche all’allenamento dell’emisfero destro del cervello e alla presa di coscienza delle proprie potenzialità e dei propri talenti.

E’ attraverso l’apprendimento della tecnica del ©Drawing Right Performance che è possibile integrare il lavoro dei due emisferi e far emergere ed allenare le potenzialità inutilizzate dell’emisfero destro al fine di sfruttarle e attingervi in contesti nei quali è richiesto un alto indice di performance.

Il ©Drawing Right Performance si basa sull’evidenza che ognuno di noi è in grado di riprodurre, disegnando, ESATTAMENTE ciò che vede.

“ESATTAMENTE” nel senso che la fedeltà del disegno è paragonabile ad una restituzione fotografica.

Già, e allora come mai molti di noi tracciano segni convulsi non appena si apprestano a disegnare? Semplice!

Perché viene usato l’emisfero cerebrale sinistro!

Capita molto spesso che l’emisfero sinistro prevalga sul destro in quanto è estremamente attivo ogni volta che ascoltiamo qualcuno che parla, che formuliamo noi stessi una frase, che facciamo un ragionamento usando il pensiero sequenziale, che contiamo, che riflettiamo, che rispondiamo al telefono, che scriviamo un messaggio….

L’emisfero sinistro analizza, astrae, enumera, scandisce il tempo, programma operazioni suddivise in diverse fasi, verbalizza e forma concetti razionali basati sulla logica.

E’ una grande semplificazione, gli studi neuroscientifici fanno progressi ogni giorno e la materia è controversa: quello che ci interessa mettere in evidenza però è proprio il fatto che seguendo alcuni esercizi che ci facciano uscire da quelli che sono i nostri sentieri neuronali consueti è davvero possibile scoprire un mondo tutto nuovo e che ci appartiene nonostante non ce ne rendiamo conto! e’ un mondo in cui abbiamo grandi talenti da mettere in gioco e una volta capito che questa dimensione esiste davvero è possibile accedervi più e più volte!

Usando l’emisfero destro noi comprendiamo le metafore, sogniamo, creiamo nuove aggregazioni di idee. Quando troviamo troppo difficile descrivere qualcosa, spesso ci aiutiamo con i gesti. L’esempio preferito dallo psicologo David Galin è questo: provate a descrivere una scala a chiocciola senza indicare con le mani la forma di una spirale.

Nell’ambito dell’elaborazione tipica dell’emisfero destro noi usiamo l’intuito e abbiamo delle «illuminazioni» improvvise, durante le quali tutto trova la sua giusta collocazione, cioè tutto ci sembra d’un tratto chiaro, senza l’ausilio di alcun procedimento logico. Queste, dunque, sono le funzioni dell’emisfero destro: intuitive, soggettive, relazionali, globali, libere dal concetto di tempo. Sono aspetti in genere poco apprezzati dalla nostra cultura e vengono associati alla mano sinistra e al concetto di debolezza. Basti pensare a come il sistema educativo nei nostri paesi sia tutto impostato sullo sviluppo dell’emisfero sinistro, verbale, razionale e temporale, a quasi totale discapito dell’altro emisfero cerebrale.

Si è potuto verificare che i due emisferi collaborano in diversi modi. A volte essi cooperano e ciascuna metà mette in campo le proprie capacità specifiche, assumendo quella parte del compito che meglio si addice al suo modo di elaborare le informazioni. A volte, invece, operano singolarmente, vale a dire che uno di essi è attivo e l’altro è più o meno inoperoso.

I due emisferi possono entrare in conflitto tra loro, per cui uno cerca di fare ciò che «sa» di poter fare meglio.*

Quando disegniamo l’emisfero sinistro (o sarebbe più corretto dire “i nostri sentieri neuronali consueti”) ci spinge riprodurre ciò che conosciamo dell’oggetto (ad esempio se disegno una sedia saprò che ha una seduta orizzontale e quattro gambe verticali della stessa lunghezza), esplorando modalità nuove – quelle che negli anni 70 venivano attribuite all’emisfero destro – è possibile riprodurre esattamente ciò che vediamo, senza giudizi, senza convinzioni, senza preconcetti. Non verremo quindi indotti a riprodurre ciò che conosciamo dell’oggetto (che sarebbe fuorviante rispetto alle leggi della prospettiva e dell’ottica).

L’utilizzo di queste risorse alternative (e la successiva creazione di nuovi sentieri neuronali e il loro allenamento )  si amplia attraverso il metodo ©Drawing Right Performance: ci permette di entrare “in flusso” così che possiamo attingere a tutte le sue risorse; è uno stato molto simile a quello che sperimenta chi pratica la mindfullness: attenzione, percezione attiva, assenza di giudizio, focalizzazione, concentrazione, rilassamento, pensiero laterale…

Usare le funzioni razionali e conoscitive per disegnare (che fino a qualche tempo fa venivano attribuite al solo emisfero sinistro, oggi sappiamo che non è proprio così ma questa attribuzione ci aiuta a distinguerle più facilmente dalle altre)  è un pò come pretendere che Valentino Rossi ottenga alti livelli di risultato nel basket! Non è una performance che (al momento) può ottenere proprio per il tipo di risorse personali e specifiche che mette in campo e che gli permettono invece di vincere un GP in sella ad una moto.

Quando cerchiamo di disegnare utilizzando i sentieri neuronali consueti che ci aiutano ad affrontare la realtà quotidiana in maniera semplice (valutare se su una sedia mi posso sedere oppure no per mantenere l’esempio di prima) facciamo lo stesso errore: cerchiamo di ottenere un risultato utilizzando le risorse sbagliate!

C’è un piccolo “Michelangelo” in attesa in ognuno di noi, basta attivare le risorse giuste, allenarle ed accedervi ogni volta che abbiamo bisogno di utilizzarne le potenzialità.

Questo allenamento di “attivazione ed esercizio” che facciamo attraverso la tecnica del © Drawing Right  Performance ci permetterà di accedere alle risorse “right” anche in ambito lavorativo ed aziendale, attraverso un approccio sistemico ed innovativo applicabile per osmosi.

Portare in azienda questo tipo di formazione aumenta la performance: amplia il livello  di consapevolezza di sè, permette di scoprire nuovi talenti e risorse, destruttura e ristruttura i processi di Problem Solving facilitando la rottura degli schemi mentali consueti e facilitando l’uso del pensiero laterale e creativo.

Che emozione proverai scoprendo che hai una potenzialità di cui non eri a conoscenza?

Come ti farà sentire  il fatto di possedere un’abilità potenziante e innata che non stai usando?

Come puoi usare quanto appreso sul funzionamento del tuo emisfero destro in ambito lavorativo, quando ti trovi a prendere decisioni difficili o quando ti sembra di aver finito le le alternative?

Quanto è importante la consapevolezza delle tue potenzialità e dei tuoi talenti oltre che la fiducia in te stesso di fronte alle sfide lavorative e al raggiungimento di obiettivi eccellenti? “

Queste sono tutte domande potenti che un bravo Coach e un formatore (che usi il © Drawing Right Performance come tecnica di talent scouting) porrà per favorire la consapevolezza e il cambiamento che sappiamo essere ingredienti straordinari ed indispensabili per raggiungere ottimi risultati ed essere felici in azienda.

Tutto ciò apre straordinariamente all’immaginazione che, come sappiamo bene, è la nostra chiave per il cambiamento, il punto di partenza verso il nostro futuro.

Se puoi immaginare di fare qualcosa allora è giunto il momento per  iniziare a cercare  la strada per farla.